Differenti ripetizioni.          

Pensare con Deleuze

di Fabio Treppiedi

Leggere approfonditamente un filosofo, per Deleuze, significa coglierne il “sogno”, il problema fondamentale che innerva le sue opere e sul quale quel filosofo non cessa di ritornare. È tuttavia nel momento in cui arriviamo alla comprensione del “sogno” del filosofo che rischiamo di rimanere “catturati” in esso. Sulla delicata soglia che separa la comprensione dalla cattura, Deleuze gioca la sua partita d’interprete, operando una ripresa creativa del vocabolario classico della filosofia che matura dall’interno della stessa immagine del pensiero e che deforma strategicamente il repertorio concettuale di ogni filosofo interpretato. L’interprete à la Deleuze sa essere opportunamente violento, il suo gioco si concretizza sul limite del tradimento dell’autore fino a considerarlo un nemico, l’avversario contro il quale lotta. Un agonismo, questo di Deleuze, che implica capacità di movimento, tanto difensivo quanto offensivo, e abilità nel cogliere l’autore di sorpresa. In questo modo l’esercizio della storia della filosofia, che ogni interprete potrà sperimentare leggendo Deleuze con, contro e oltre Deleuze, consisterà soprattutto nel riprodurre in maniera differente e nello sviluppare fino in fondo il gesto del filosofo che ci si appresta a leggere.

Fabio Treppiedi è dottore di ricerca in filosofia presso l’Università di Palermo e insegnante di filosofia e storia nei licei. Ha studiato presso il CIEPFC (centro internazionale di studi sulla filosofia francese contemporanea) dell’Ecole Normale Supérieure di Parigi. È autore di diversi saggi e articoli in lingua italiana e straniera su Deleuze, di cui ha anche curato la traduzione italiana degli scritti giovanili (Da Cristo alla Borghesia e altri scritti, Mimesis, Milano-Udine 2010).