La dislocazione

I. Esperienza e struttura

di Roberto Terrosi

ISBN 9788894484724

 

Il concetto di dislocazione in Italia viene usato per lo più in senso militare, in altre lingue in senso medico, relativamente alla fuoriuscita di un osso dalla sua sede naturale. Ma in Inghilterra a partire dal XIX secolo ha assunto un significato di sfasamento e sconnessione che può avere un’accezione sia di sconvolgimento sociale, sia di profondo disagio e malessere morale. Probabilmente nella società attuale, segnata da crisi epocali e da emergenze umanitarie che travolgono come uno tsunami la vita degli individui, le due accezioni vanno a sommarsi. Non a caso il termine ‘dislocation’ è stato recentemente impiegato dai media anglosassoni tanto in riferimento ai fenomeni di disagio connessi all’esperienza della migrazione, quanto in riferimento al disagio che ha portato molti occidentali a riversarsi nei movimenti cosiddetti populisti. In questo senso la dislocazione è la cifra del disagio che accumuna questi due fronti (ma non solo) che oggi si combattono nell’ennesima guerra tra poveri.

Roberto Terrosi, allievo di Mario Perniola, si è occupato di culture tecnologiche e posthuman negli anni ’90. Poi si è trasferito in Giappone dove ha lavorato nelle università di Kyoto, del Tohoku, degli Studi Stranieri di Tokyo e Ritsumeikan. Tra i suoi libri: La filosofia del postumano (Genova, 1997); La genealogia: Nietzsche, Foucault e altri genealogisti (Roma, 2012) e La bellezza in Oriente (Firenze, 2014).