Inconscio.

Semantica sintassi storia

a cura di Eleonora de Conciliis

ISBN 978-88-92650-79-4  €13,00 Youcanprint

Dando la parola a studiosi portatori di diversi approcci teorici e clinici, il volume si propone di approfondire retrospettivamente alcune delle principali concezioni dell’inconscio elaborate nel secolo scorso, ma anche di mettere tali costruzioni alla prova del presente, esplorando la dimensione estetica, tecnologica ed etico-politica dei linguaggi che strutturano la nostra ‘inconscia’ esperienza del reale. Esso intende così offrire così un lucido sguardo decostruttivo sulla prismatica e stratificata complessità della psicoanalisi, ormai più che centenaria, ma anche sulle trasformazioni storico-sociali della psichicità, con le quali oggi, all’inizio del XXI secolo, debbono confrontarsi sia le teorie sia le pratiche terapeutiche – non solo quelle psicoanalitiche.

Autori: Vincenzo Cuomo, Fabio Galimberti, Alex Pagliardini, Igor Pelgreffi, Gabriele Pulli, Paolo Vignola, Roberto Vitelli

Eleonora de Conciliis, abilitata all’insegnamento di Filosofia Morale per la seconda fascia, insegna Filosofia e Storia presso il Liceo Statale “Fonseca” di Napoli, e Narratologia e Linguistica presso la Scuola Sperimentale per la Formazione alla Psicoterapia a Orientamento Fenomenologico presso l’ASL Napoli 1. Caporedattrice della rivista Kaiak. A Philosophical Journey (www.kaiak-pj.it), membro del comitato scientifico della rivista La deleuziana (www.ladeleuziana.org), ha pubblicato monografie su Kafka, Simmel, Benjamin, interventi e saggi su Canetti, Foucault, Baudrillard, Bourdieu, nonché i volumi Il lusso della differenza. Ipotesi sul processo di soggettivazione (Filema 2006), Pensami, stupido! La filosofia come terapia dell’idiozia (Mimesis 2008), Il potere della comparazione. Un gioco sociologico (Mimesis  2012), Che cosa significa insegnare? (Cronopio 2014), Psychonet (Cronopio 2016).

Medium.

Dispositivi, ambienti, psico-tecnologie

a cura di Vincenzo Cuomo

 

Tra le cesure filosofiche che è possibile registrare nella filosofia e nella cultura del Novecento, quella mediale è probabilmente quella più profonda e radicale ma è forse anche quella che con più fatica è stata accettata e teorizzata. I media, indagati come “ambienti” in grado di formattare nel profondo le forme di vita, sono dispositivi complessi di cui la rivoluzione digitale ha esaltato le potenzialità ibridative.

I testi raccolti nel presente volume tracciano da un lato un consuntivo critico delle teorie mediali novecentesche, dall’altro inaugurano una riflessione sulle potenzialità e sui limiti di una mediologia generale, in grado di pensare l’intreccio tra società, economia, politica, strutturazione psichica e sperimentazione estetica che caratterizza il nostro tempo.

 

Saggi di: Vincenzo Cuomo, Linda De Feo, Daniele Goldoni, Jean-Claude Lévêque, Igor Pelgreffi, Paolo Vignola.

 

Vincenzo Cuomo è direttore di Kaiak. A Philosophical Journey. Studioso di estetica e di filosofia della tecnica, è impegnato da alcuni anni alla definizione di un'estetica non simbolica. I suoi ultimi libri sono: Al di là della casa dell’essere. Una cartografia della vita estetica a venire (Roma 2007), Figure della singolarità. Adorno, Kracauer, Lacan, Artaud, Bene (Milano 2009), C'è dell’io in questo mondo? Per un’estetica non simbolica (Roma 2012), Eccitazioni mediali. Forme di vita e poetiche non simboliche (Tricase 2014).

Utopie/distopie

Percorsi di critica dell’immaginario politico

a cura di Gianvito Brindisi

Vie di fuga dalla forza costringente del reale, le utopie, immaginari non-luoghi o luoghi buoni proiettati talvolta all’indietro, talaltra in avanti, se non proprio fuori dal tempo, hanno però, paradossalmente, una lunga storia fatta di spazi e tempi del tutto reali. Una storia entro la quale si è iscritta, nella prima metà del ‘900, l’affermazione del concetto di distopia come rovesciamento del sogno utopico e sua realizzazione perversa: stazione, questa, gravida di conseguenze, che ha inaugurato una tradizione di pensiero critico dell’utopico, o comunque una sua ridefinizione, pur senza depotenziarne totalmente la valenza critica. Oggi, in una realtà storica all’apparenza priva di aperture, il ‘bisogno’ di utopie e la rivalutazione del discorso utopico corrono il rischio di smarrirne la lezione, e di non riconoscere quelle stesse utopie/distopie concrete che lavorano costantemente il nostro quotidiano. Rispetto al dibattito contemporaneo sull’immaginario politico, lungi dal considerare esaurita la tradizione di critica dell’utopico, ma senza cedere alla credenza nell’immodificabilità del reale, i saggi contenuti in questo volume percorrono in modo singolare il rapporto tra utopia e distopia, mostrandone la consistenza reale e immaginaria a un tempo, l’intreccio concettuale e le pieghe attuali.

Saggi di: Andrea Bonavoglia, Gianvito Brindisi, Vincenzo Cuomo, Eleonora de Conciliis, Tonino Griffero, Igor Pelgreffi, Aldo Meccariello, Enrico Meroni, Paolo Vignola.

Gianvito Brindisi, PhD in Filosofia del diritto presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, ha svolto e svolge attualmente attività di ricerca post-dottorato presso l’Università di Salerno e le Università “Suor Orsola Benincasa” e “Parthenope” di Napoli. Oltre a diversi saggi su riviste specializzate, ha pubblicato le monografie: Potere e giudizio. Giurisdizione e veridizione nella genealogia di Michel Foucault, Editoriale Scientifica, Napoli 2010; Il potere come problema. Un percorso teorico, La Scuola di Pitagora, Napoli 2012. È redattore delle riviste Kaiak. A Philosophical Journey e Magazzino di filosofia.